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Inoltre, date le maglie troppo larghe del regolamento, i criteri generali per la pre-selezione appaiono e non da oggi piuttosto vaghi e misteriosi. Invece sostanzialmente i criteri di premiazione sono identici.

Tre postulati Il nostro contributo ha tre presupposti. Cilli Motion cross , http: I format da noi identificati recuperano e aggiornano la fondamentale distinzione teorizzata da Andrea Balzola a cui rimandiamo La nuova scena elettronica.

I format del videoteatro 1. Rientrano in questo format i backstage, ma anche le opere che ricostruiscono le fasi degli interventi del teatro nel sociale, per esempio esperienze di teatro carcere o presso gli anziani.

Rientrano nella categoria anche i cosiddetti Videodocumentari di creazione su quest'ultimo tema vedi Sandra Lischi, Il linguaggio del video , Carocci, Si tratta di tre artisti di fama mondiale che hanno variamente sperimentato sia tecnologie in scena sia la riscrittura filmica dei loro spettacoli tematiche dunque centrali per una manifestazione come TTV. Vista la tendenziale convergenza delle diverse piattaforme in un unico codice digitale, ci sembra inutile discriminare tra i diversi supporti.

Rientrano dunque in questa categoria computer-mediated projects, oggetti mediali, siti internet, network e piattaforme web; blog; crossmedial projects: Pensiamo anche ai progetti di teatro virtuale concepiti per e con la rete streaming video-theatre, teatro chat, live performance on line, dal Desktop Theatre, al APT di Birringen..

Possiamo raccogliere queste esperienze, certo molto differenziate, in un altro filone di sperimentazione tecnica e linguistica. Ci si orienta allora verso la costituzione di vere e proprie regie digitali, che combinano molteplici fonti sonori e visive: L'interfaccia si pone allora fra due sistemi di natura diversa, fra i quali il computer svolge delle operazioni di traduzione.

Le interazioni fra il reale e il virtuale determinano allora lo svolgimento della rappresentazione e la costruzione dell'azione scenica. Al contempo offrono una prima griglia di orientamento in un settore produttivo sfaccettato, in continua e rapida evoluzione, purtroppo scarsamente esplorato e studiato, soprattutto in Italia. A cosa sono sensibili i direttori dei festival italiani? La tecnologia delle idee: Un'immagine di El Dibuixant.

Passano in rassegna i giovanili lavori artistici di Marcel. Epizoo segna un capitolo artistico nuovo e un cammino in solitario: Nel documentario viene illustrata la stretta collaborazione con ingegneri, informatici, software e robot designer, compagni che da tempo lo accompagnano in questo viaggio artistico.

Il film testimonia infine, le ultime installazioni, o biosculture, teche e colonne biologiche composte di organismi, di spore e funghi Agar che per Marcel. A che punto siamo con Antonin Artaud? Tre domande a Marco De Marinis di Redazione ateatro. Ma anchr iniziative editoriali, come il numero monografico della rivista "Culture teatrali" in uscita a maggio, e la riproposta del saggio di Marco De Marinis La danza alla rovescia di Artaud.

Proprio a Marco De Marinis abbiamo chiesto di fare il punto sulla fortuna di Artaud nel nostro paese. In mostra al PAC: L'interesse italiano per Artaud sembra ancora assai vivo. Come si inseriscono in questo contesto la ripresa del tuo libro e il nuovo numero di "Culture teatrali"? E tuttavia non si possono non cogliere dei fatti nuovi. Invece sul versante teatrale, ci pare in atto una diversa tendenza. Quello che si fa oggi ci pare invece un teatro meno artaudiano, o forse solo meno esplicitamente artaudiano.

I loro riferimenti sono altri ormai: Per limitarmi al contesto italiano, il lavoro dei gruppi e degli artisti rappresentativi del meglio del nuovo teatro italiano oggi come Raffaello Sanzio, Teatro della Valdoca, Pippo Delbono, Enzo Moscato, Le Albe di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, Emma Dante tiene conto autenticamente della sua sfida impossibile. Questa attenzione per aspetti centrali e clamorosi della parabola artaudiana non rischia di mettere in secondo piano i suoi testi?

O i due aspetti sono inseparabili? Teniamo, del resto, presente un dato: O alla questione delle origini ebraiche della famiglia, causa di un forte shock, quando furono da lui scoperte tardivamente, eccetera eccetera. Postilla da La danza alla rovescia di Artaud.

Omaggio ad Antonin Artaud. Che sappiamo di Artaud? Chi ha letto Artaud? Forse bisognerebbe smettere di scrivere su Antonin Artaud. Ci metteremmo allora a leggerlo veramente.

Artaud si spiega da solo, i suoi testi bastano a se stessi, smettiamo di studiarlo e analizzarlo, etc. Del resto, nonostante il pessimismo di questo attacco, arrivano segnali incoraggianti dalla bibliografia artaudiana degli ultimi anni. E in particolare da noi, in Italia, sta emergendo una nuova generazione di studiosi molto agguerriti, [6] che lasciano ben sperare per il futuro, anche se non mancano i problemi, almeno per quanto riguarda il teatro.

Essa mette a disposizione tutte le sue grandi opere, i libri composti come tali e quasi sempre da lui stesso pubblicati, ma con non poche eccezioni: Precisiamo per cominciare che non esiste un testo vero e proprio di questa conferenza. XXVI sono costituiti da tutta una serie di frammenti, note e abbozzi diversi che ha prelevato da quasi una trentina di quaderni redatti da Artaud nei mesi che precedettero la seduta.

Scartato il criterio tematico o di genere poesia, teatro, cinema, pittura etc. La premessa di Artioli consiste nel riconoscere che nei primi scritti di Artaud, quelli che ho appena menzionati,. Ci sono gridi intellettuali, gridi che provengono dalla sottigliezza delle midolla. Io non separo il mio pensiero dalla mia vita.

A ogni vibrazione della mia lingua, io rifaccio tutti i percorsi del mio pensiero nella mia carne. Interessanti risultano anche le considerazioni di Lotringer sul lungo calvario di Artaud negli ospedali psichiatrici durante la guerra. Tutto sommato, sono quelli meglio documentati, dato che iniziano e finiscono sulla carta e nello scritto. Si parla poco del primo viaggio extraeuropeo, che non fu quello in Messico ma un breve soggiorno in Algeria, nel luglio del , ancora una volta per girare un film.

Quello che si sa, la Grossman lo riassume con precisione. Si firma Antoneo Arlanapulos e si dice cittadino greco nato a Smirne. Traduzioni da Carroll, scritti sui Tarahumara, disegni. Partiamo dal viaggio in Messico e dagli scritti sui Tarahumara. A parte il meritorio precedente di Carlo Pasi ma anche quelli di Monique Borie, Marcello Gallucci e Elisabetta Brusa , [46] alcuni contributi recenti sembrano finalmente muoversi in questa direzione: Come ricorda Caterina Pecchioli nel suo recentissimo contributo, si possono distinguere quattro fasi nella produzione grafica di Artaud: Soffermandoci sui Grandi Disegni forse possiamo capire meglio la funzione che questa straordinaria impresa grafico-scritturale assolve per Artaud, in quegli anni.

Mi sono messo a fare dei grandi disegni a colori. Credo di essere arrivato anche in questo a qualcosa di speciale come nei miei libri o a teatro. I miei disegni non sono dei disegni ma dei documenti [c. Afferma Artaud nel Commento: Fa martellare violentemente i ritmi. Da questo sforzo la lingua sembra uscire come disintegrata e purificata, ricondotta ai suoi elementi primari: Ecco, dunque, cosa intende dire Artaud: Agli occhi di Artaud, si trattava soprattutto di cominciare a mettere in pratica, a realizzare veramente, quanto nel Teatro e il suo doppio si era limitato a enunciare e a teorizzare.

Insomma, ma la cosa vale per tutte le altre svolte negli anni Quaranta scrittura, disegno etc. Come ha scritto Carlo Pasi, le letture alla Galerie Pierre costituiscono il preludio al lavoro per lo straordinario opus finale: Pour en finir avec le jugement de dieu. Molti ascoltatori hanno avuto la stessa impressione di fronte alla registrazione di Pour en finir avec le jugement de dieu: Questo progetto ancora ci riguarda e ci sfida.

La poesia in scena , Genova, Erga Edizioni, Teatro, libri e oltre , Roma, Bulzoni, Genesi ed evoluzione , a cura di U. Corpo e carne in Antonin Artaud , Milano, Ghibli, Forsennare il soggettile , Milano, Abscondita, Maxwell e Claudio Rugafiori dallo stesso editore nel volume Al paese dei Tarahumara e altri scritti , nel Artaud, Succubi e supplizi , cit. Le corps et le texte , Paris, Nathan, , ripetutamente citato nel corso del presente volume: Artaud-Beckett -Michaux , Paris, Minuit, Fabio Acca, La fortuna di Artaud in Italia , cit.

Viaggio al paese dei Tarahumara , cit. Una traduzione recente di Position de la chair O. Per la traduzione di questa lettera, cfr. Personalmente, invece, non ho dubbi sul fatto che Artaud sia andato davvero sulla Sierra Tarahumara e ne ho fornite le motivazioni in quella sede. Antonio Attisani, in un recente intervento, mostra di non conoscere questa proposta e arriva a scrivere: Artaud, i Tarahumara e il vero Oriente , cit. Il teatro e il ritorno alle origini , Bologna, Nuova Alfa Editoriale, ; Elisabetta Brusa, Un viaggio alla sorgente del mistero.

Artaud, Messaggi rivoluzionari , a cura di M. Itinerari del pensiero contemporaneo , a cura di Carlo Sini, Milano, Cisalpino, , pp. Teatro e scrittura in A. Artaud , Milano, Jaca Book, p. Artaud , Paris, Seuil, , pp. Humpty Dumpty di Lewis Carroll nella traduzione di A. Ho apportato una indispensabile modifica sintattica alla traduzione di Pasi. Paris, Gallimard, , a cura di Evelyne Grossman; trad.

Artaud, Il teatro e il suo doppio. Faber Teater, Vercelli, , pp. Ma che faccia aveva Shakespeare? La memoria su William Shakespeare vive da sempre un paradosso: E quelli - assai rari - che troviamo, risultano spesso ambigui, difficilmente decifrabili. Purtroppo anche per i ritratti, come per diverse altre faccende shakesperiane, siamo nel regno delle ipotesi. Si sono avvicendati nel corso dei secoli diversi candidati, ma non possiamo avere alcuna certezza, se non negative.

In mostra ce ne sono sei, che val la pena di guardare da vicino. Per esempio nel J. Spielmann, storico dell'arte e grande esperto di ritratti shakespeariani, rincarava la dose: Uno dei tifosi del ritratto Grafton, non a caso, fu agli inizi del Novecento il professor Spielmann. Tuttavia questa immagine ha ancora oggi i suoi fans: Il ritratto Sanders Lloyd A. Forse anche per questo al professor Spielmann non dispiaceva nemmeno il cosiddetto ritratto Sanders, dipinto presumibilmente intorno al Riemerso alla fine del Settecento, prende il nome da un pittore di origine olandese, Cornelis Janssen.

Quando la Folger Library il maggiori archivio shakesperiano del mondo decise di acquistarlo, nel , fu convinta dal parere di Joseph Q. Purtroppo nel David Piper si accorse di una strana coincidenza: Molto probabilmente il buon Soest aveva di fronte il ritratto Chandos e un attore che, si diceva, somigliava a Shakespeare.

Ma neppure il fiducioso Spielmann era di questo parere: Poi, nel , il colpo di scena. Lo Speciale Torino - abbiamo iniziato a parlare della situazione cittadina in ateatro 97 - riserva qualche sorpresa: Naturalmente una anticipazione di questo genere non potevamo certo tenercela per noi Sembra che l'assessore regionale alla cultura Gianni Oliva sia orientato a questa scelta, salvo poi andare a costituire una nuova associazione con i Comuni.

Francamente riesce difficile capire come sia possibile che un circuito territoriale storico rischi di fallire o quasi in meno di quattro anni. Possiamo solo augurarci che un servizio fondamentale come questo non venga compromesso. Ci sono teatri che funzionano bene e soprattutto che hanno costruito e consolidato un loro pubblico.

Nella stagione in corso sono 29 i teatri programmati: La confusione fra ruoli politici di indirizzo e gestionali-organizzativi un altro dei problemi che riguarda molti circuiti regionali, al punto che quello toscano e quello pugliese non hanno addirittura in organico un direttore artistico-organizzativo , ha portato poi la Fondazione ad operare sul filo della sovrapposizione fra funzioni distributive e paraproduttive.

Nonostante questo continuo a credere fortemente nel ruolo dei circuiti, soprattutto in questa fase di riordino delle competenze in materia di spettacolo fra Stato e Regioni. Di particolare interesse le produzioni che hanno impegnato gli allievi del DAMS e delle scuole di danza torinesi. Una questione di metodo. Io non ho una linea politica da imporre. Insomma, cerco di restare intellettualmente libero. Nello Specchio del diavolo , non credo che il punto sia il messaggio europeista di Ruffolo, ma il modo in cui un pamphlet sulla finanza ha trovato la sua forma teatrale.

E forse i primi a dispiacersene sono stati proprio organizzatori e regista, che magari speravano nelle ricadute pubblicitarie dello scandalo Invece questa "gran fondo teatrale" ha brillantemente superato l'esame, come le lodatissime Olimpiadi torinesi.

Gli spettacoli, con decine di ore di rappresentazione su palcoscenici giganteschi, utilizzando centinaia tra attori, tecnici, organizzatori, sono andati regolarmente in scena salvo il forfait di Massimo Popolizio, in un curioso parallelo con le rovinose cadute di Rocca e Kostner. Dunque una lettura "contropelo" della guerra di Troia impossibile non collegare questo Troilo e Cressida al Bond, agli Ultimi giorni , ai Soldati di Lenz poco dopo in scena a Milano, in una riflessione di ampio respiro sulla guerra per arrivare fino alle biotecnologie e all'economia della globalizzazione.

Si trattava di verificare laboratorialmente la scommessa dell'ultimo Ronconi, dal Pasticciaccio a Infinities: E spesso i risultati sono affascinanti e utili. Per quanto riguarda la progettazione del Progetto Domani, si sarebbero potute imboccare altre strade. Per quanto mi riguarda, avrebbero potuto essere fatte altre scelte: Il tuo parallelo con le posizioni sulla guerra nella ex-Jugoslavia non mi sembra pertinente.

Personalmente non penso che fare begli spettacoli per le Olimpiadi, e investire denaro in spettacoli teatrali sia un errore politico-culturale, anzi. Le foto sono di Maurizio Ruggiano. Qui di seguito, parte dei testi raccolti e le foto realizzate a Palermo.

Mi piace sempre come Franco Scaldati dice: Lo dice come se in quella parola ci fosse il centro del mondo, come se si riferisse al solo quartiere che esiste, e come se tutti sapessimo di cosa parla. Circa una dozzina di anni fa. Da allora non abbiamo mai smesso, ho lavorato qui per parecchi anni e adesso, dopo tanto tempo ci siamo rispostati fuori. E stiamo continuando su questa linea di apertura.

Abbiamo delle stanzette al piano di sopra ma sono troppo piccole. Parlavi delle origini della tua drammaturgia e sei ritornato al quartiere, ma fai tra le righe anche una riflessione sul fatto che il teatro qui assume un ruolo diverso.

A cosa porta il fare teatro in contesti non borghesi? Non sono zone in cui si la cultura passa e lascia il segno. Facendo teatro ci si riappropria della propria cultura. Io trovo che lavorare qui abbia un significato innanzitutto fortemente poetico e conseguentemente politico. Per quanto mi riguarda assolutamente si. Quali reputi le tappe fondamentali del tuo lavoro? Chi frequenta il tuo laboratorio? I laboratori li hanno frequentati moltissimo i ragazzi del quartiere, ma li frequentano anche studenti del Dams Ogni spettacolo ha la sua importanza, data dalla sua storia.

Partecipa in parte gente del quartiere, e in parte gente che viene da fuori. E' stato grazie al Centro Sociale San Saverio che molte persone si sono avvicinate al teatro. Le ispirazioni dipendono fortemente dal contesto in cui lavori.

I progetti per il futuro quali sono? Regia Franco Scaldati scenografia Dario Enea, Massimiliano Carollo costumi Egle Mazzamuto Dopo questa breve intervista, Franco Scaldati ci invita ad assistere alle riprese in video di Assassina , uno dei suoi primi testi, scritto nel e pubblicato nel volume Il teatro del sarto , Ubulibri, Milano Ci sentiamo un po' privilegiati.

Sullo sfondo, una donna con un parlare oracolare e misterioso. Scopriremo in seguito che sono delle presenze-non presenze, invisibili agli occhi dei due protagonisti.

Ai lettori proponiamo entrambe le versioni e il testo, per cantare con lui. Quand fourche ma langue J'ai là un fou rire Aussi fou qu'un phénomène Je m'appelle Lolita Lo de vie, lo aux amours diluviennes. C'est pas ma faute Et quand je donne ma langue au chat Je vois les autres Tout prêts à se jeter sur moi C'est pas ma faute à moi Si j'entends tout autour de moi Hello, helli, t'es A L. Motus et bouche qui n'dit pas A maman que je Suis un phénomène Je m'appelle Lolita Lo de vie, lo aux amours diluviennes.

Da diversi mesi in Francia, un collettivo usa l'ironia per prendere di mira i miliardari. Ma il "Collettivo Salviamo i ricchi" va oltre: Tutti i redditi che superassero il reddito massimo, sarebbero pesantemente tassati. Armati di slogan, cartelli, motti e della sigla di "Dallas" in Francia come inno, i giovani contestatati intendono "interpellare i ricchi, dipendenti di un modo di vita distruttore, non generalizzabile, e finalmente ben triste". La misura, che servirebbe ad evitare licenziamenti, scandalizza governo e sindacati.

Lo "sforzo di solidarietà" non piace al delegato centrale della CGT in Italia sarebbe la Cisl che denuncia il ricatto: Anche Laurent Wauquiez, viceministro del lavoro, sulla radio Europe 1, ha espresso la sua opposizione ad ogni "ricatto in questo periodo". La storia è quella di una giovane donna chiamata a comparire davanti ad un tribunale per delitto di solidarietà e abuso d'amore.

Il contesto è quello dell'immigrazione clandestina nella Francia di Nicolas Sarkozy. Il sospetto quello di un ipotetico futuro matrimonio bianco. Per aver ospitato a casa sua il suo futuro marito, Jennifer C. Jennifer avrebbe dovuto sposarsi un mese fa. Il suo fidanzato, un marocchino di 24 anni con cui viveva da 10 mesi, è "sans papiers", cioè senza documenti. Nove giorni prima della cerimonia è stato espulso. Arrivato in Francia nell'estate del , non aveva fino ad allora, mai fatto rinnovare il suo permesso di soggiorno di sei mesi.

Il processo, che doveva tenersi oggi, è stato rinviato a settembre in quanto l'avvocata di Jennifer considera impossibile, in questo caso, ricorrere al rito abbreviato che prevede il riconoscimento della colpevolezza dell'innamorata. Il 27 aprile, il ministro dell'immigrazione, l'ex socialista diventato sarkozysta Eric Besson, ha annunciato la creazione di un "gruppo di lavoro sui matrimoni di compiacenza". Jennifer, ricorda che mai, nel suo caso, si è immaginato un "matrimonio bianco".

Prima o poi doveva succedere. Ed ecco che i managers della Caterpillar di Grenoble, ascoltando le invocazioni del Presidente della Repubblica e quelle del Governo francese, l'hanno fatto. Oggi hanno sporto denuncia contro ignoti per il "sequestro" di quattro loro dirigenti il 31 marzo scorso.

Questa prima procedura giudiziaria è la risposta dei padroni al moltiplicarsi, nelle ultime settimane, di sequestri di dirigenti da parte degli operai. Benzina sul fuoco della tensione sociale. A differenza di quella italiana, la giustizia francese non ha l'obbligo di perseguire gli autori di reati se una denuncia non viene sporta. Cedendo all'ironia potremmo dire che i managers di Caterpillar hanno fatto lavorare per anni degli "ignoti".

Cioè che non conoscono nemmeno il nome dei loro dipendenti, pericolosi "sequestratori", semplici Mister X. Il problema è che gli operai di Caterpillar non hanno sequestrato i managers in banda organizzata e a viso coperto, ma davanti alle telecamere le cui immagini potranno benissimo aiutare a attribuire dei nomi alle ignote identità. I dipendenti, che val la pena di ricordarlo sono spinti alla disperazione dall'insufficienza di dialogo sociale in un momento di licenziamenti di massa dovuti alla crisi, rischiano 5 anni di carcere.

Due colonne di denso fumo nero dietro alle centinaia di bandiere di pace, è l'immagine che rimarrà di questa giornata di manifestazioni anti-Nato di Strasburgo.

Il rumore degli elicotteri, sempre presente al di sopra dell'ex dogana in fiamme, associato ai tuoni delle granate assordanti e alle sirene delle camionette della polizia, i petardi dei black block sono i suoni che tutti i presenti conserveranno nelle loro orecchie a lungo.

La consolazione, in mezzo all'odore acre e onnipresente dei lacrimogeni lanciati anche ad altezza d'uomo, è la faccia di Eva, una bambina di sei anni, che dalla sua finesta al piano terra sulla strada in questo quartiere popolare del sud di Strasburgo, riceve le bottiglie di plastica dei manifestanti, black block compresi, e le riempie d'acqua dal rubinetto della cucina per restituirle agli assetati, bruciati dal sole e dai fumi urticanti.

Dall'altra parte del Reno, sulla sponda tedesca, 7 mila manifestanti non hanno potuto attraversare il fiume, bloccati dalla polizia in assetto antisommossa. Sul ponte, un cartello stradale che i black block incapucciati hanno divelto, diventa un'indicazione: Dietro al pannello bruciano cassonetti. Più lontano ancora, è in fuoco il posto di controllo dell'ex dogana, una farmacia, un deposito, un centro informazioni disoccupato, un hotel Ibis.

I lacrimogeni della polizia sulla spianata dell'appuntamento spingono i manifestanti sulle rotaie del treno e poi a passare in mezzo ad una doppia colonna di una ventina di camion di CRS, i gendarmi di pubblica sicurezza francesi.

La scena è surrealista e potenzialmente esplosiva. Partono le sirene e con le sirene arrivano le pietre recuperate dalla ferrovia. Ci scappa il ferito. In tutta la giornata ce ne saranno almeno una decina. Quattro poliziotti e sei manifestanti, secondo il ministero dell'Interno francese. Che non dice, invece, che due ragazzi sono ricoverati in gravi condizioni, secondo le informazioni del Legal Team. La protesta, caotica e sicuramente brutale, è stata spesso costretta a cambiare il percorso, spinta in strettoie, spezzettata a forza di cariche, obbligata a ritornare sui suoi passi tra le provocazioni di due ali di poliziotti.

Verso sera la calma sembra tornare nella città alsaziana, blindata, costantemente spiata da 7 elicotterio, sorvegliata da diverse decine di unità navali, assediata da 10 mila poliziotti. Che incendiano il castello del direttore davanti a pompieri e poliziotti che chiudono un occhio e poi Oggi, in Francia, non siamo per nulla nella stessa configurazione. Gli altri quattro dirigenti, a notte inoltrata, erano ancora assediati.

Il rampollo, ormai 46enne, è presidente di Fnac e di Conforama, magazzino d'arredamento a buon mercato. Colpite dal calo della consumazione, le due insegne avevano annunciato il 18 febbraio scorso tagli al personale che potrebbero tradursi in 1.

Questo succederebbe solo se l'impresa sporgesse denuncia, cosa che, di solito e per ovvie ragioni, evita di fare. La Grande Jacquerie dei contadini della Regione Parigina, di Picardia e del Nord, aveva causato non pochi disordini fra i nobili e i loro servi. La risposta dei nobili fu terribile: Monsignor Fort è stato fra i principali supporter del Papa nel momento delle polemiche sul reintegro nella chiesa dei Lefevriani e del vescovo negazionista.

Oggi lo sostiene nella sua presa di posizione africana sul condom. L'intervento di Fort, ha scandalizzato scienziati, medici e politici francesi. Ma ha anche scosso la comunità cattolica di questa Francia che rimane la "primogenita della Chiesa" pur avendo una Conferenza Episcopale piuttosto moderna e per nulla pronta ad assecondare la crociata papale contro il preservativo.

Avevo deciso di non trattare del delirio papale sul preservativo in questo blog. La maglietta, nera con la scritta bianca, arriva dai primi anni ' Il papa dell'epoca consigliava, non solo in polacco, di preferire l'astensione al preservativo. Durante le JMJ, le giornate mondiali della gioventù, si trovavano per fortuna fra le tende dei giovani cattolici, decine di condom usati. Una volta, hanno coperto l'obelisco della Concorde con un preservativo rosa. Ogni anno, ancora oggi, il primo dicembre, in occasione della giornata mondiale di lotta all'Aids, al suono delle sirene si sdraiano per terra in mezzo alla strada come morti.

Domenica scorsa lo hanno fatto davanti alla cattedrale di Notre Dame. Sono arrivati, con in mano dei preservativi e li hanno distribuiti in regalo ai turisti.

Sono stati aggrediti da un gruppo di giovani cattolici integralisti appena usciti dalla messa. Sul loro sito www. Erano in tanti, oltre tre milioni, in piazza contro Sarkozy e le sue riforme. Tutti, erano in piazza a manifestare la rabbia sociale contro le tiepide misure sociali del piano di rilancio anti-crisi del Governo. I cittadini, in Francia reagiscono inoltre alla loro disillusione rispetto alle attese create dalle promesse del Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy.

E infatti, nei sondaggi, 78 francesi su sostengono i manifestanti anti-Sarko. Manifestazione Anti-Sarko Parigi 19 marzo Il timore di perdere il lavoro e l'assenza di fiducia nel futuro, oltre che il confronto fra i 25 miliardi di euro trovati dallo Stato per salvare le banche e i 2,6 miliardi distribuiti ai poveri durante il "summit sociale" del 18 febbraio, non fanno altro che far crescere la rabbia.

L'aumento della disoccupazione 90 mila nuovi disoccupati in gennaio , e l'installarsi della recessione -1,5 di crescita prevista per il , sono nuovi timori che si aggiungono a quello del calo del potere d'acquisto. Gli annunci di chiusura di imprese sono accolti con orrore: La distribuzione di dividendi record da un lato e il licenziamento di dipendenti dall'altro, scandalizza.

Total ha distribuito 14 miliardi di euro, cioè il più importante profitto mai creato da un'impresa francese, ed annunciato nella stessa settimana la cancellazione di posti di lavoro. Anche i proprietari di beni immobili, quest'anno, per la prima volta da 30 anni a questa parte, sono diventati più poveri. Nel corteo, la faccia del presidente è caricaturata. Iniziati verso le 20, gli scontri, non erano ancora conclusi un'ora più tardi. Diverse centinaia di giovani, riuniti in bande molto mobili, imbacuccati in abiti neri, con il viso coperto da sciarpe o keffieh, hanno lanciato oggetti e pietre sulle brigate di gendarmi mobili presenti a Piazza della Nazione.

Alcuni cassonetti sono stati incendiati e qualche pensilina, cabine telefoniche e vetrine sono finite in frantumi. Un corteo non autorizzato di anarchici e giovani di estrema sinistra ha iniziato a salire il Boulevard Alexandre Dumas. In tanti chiedevano le dimissioni del capo dello Stato. In alcuni manifesti emergeva la collera: Era la veglia della Rivoluzione del Alla fine, perse la testa. Ci son delle armi! Il Governo ieri ha confermato che non intende fare altri passi indietro sulle riforme, né concedere altri aiuti alle classi più povere, né cancellare lo scudo fiscale per i ricchi.

Su un cartello, scritto a mano da un infermiere, uno slogan la fa sorridere: Una Lille multietnica ha assistito, sabato sera, all'incendio volontario della stazione Flandre.

Anche il sindaco Martine Aubry, primo segretario del partito socialista, era sul posto. Fiera, nel suo tailleur Monoprix che tutti le criticano. Il fuoco dell'arte contemporanea ha preso, nello spettacolo pirotecnico, sul tetto. L'inaugurazione di Lille — Europe XXL , manifestazione che fino a luglio consentirà a lillesi e turisti di scoprire la nuova creazione artistica di un'Europa senza frontiere grande fino ad Istanbul, avveniva nello stesso momento in cui nel quartiere de Les Mureaux , nelle Yvelines, cioè vicino a Parigi, una brigata di poliziotti veniva presa di mira da qualche banda di giovani dal viso coperto.

Una trappola, pare in risposta all'uccisione l'8 marzo sull'autostrada A4 di un mediatore sociale del comune, conosciuto dalla polizia per delitti minori, che aveva tentato si forzare un posto di blocco per evitare di farsi sequestrare la sua auto dall'immatricolazione falsa. Nel momento in cui la stazione di Lille s'illumina, Les Mureaux rimangono al buio. L'elettricità viene tagliata, le bande di minorenni si dispongono sul terreno.

I poliziotti della Brigata Anticrimine sono attirati con la scusa dell'incendio di un paio di macchine. Appena arrivano sul posto sono presi a sassate, poi puntati da un fucile da caccia in mano a qualcuno dal viso coperto.

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Ci son delle armi! E spesso i risultati sono affascinanti e utili. Lo dice come se in quella parola ci fosse il centro del mondo, come se si riferisse al solo quartiere che esiste, e come se tutti sapessimo di cosa parla. Il Governo ieri ha confermato che non intende fare altri passi indietro sulle riforme, né concedere altri aiuti alle classi più povere, né cancellare lo scudo fiscale per i ricchi. Ma qui è un'intera squadra di calcio, panchine comprese, gros seins francais escort black paris ha visto nel trapasso volontario la via d'uscita. Qualcuno, gay video francais call girl caen, ha avuto addirittura il coraggio di inventare un futuro radioso, fatto di militanti in ordine di marcia, di dirigenti uniti, di personalità compatibili, del ritrovamento in una cantina dimenticata di una cassa di "responsabilità politica" abbandonata da Jaurès. Il sogno messicano Partiamo dal viaggio in Messico e dagli scritti sui Tarahumara.

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La giungla da chiudere? Siamo al muro contro muro. Ma anchr iniziative editoriali, come il numero monografico della rivista "Culture teatrali" in uscita a maggio, e la riproposta del saggio di Marco De Marinis La danza alla rovescia di Artaud. Artaud, Il teatro e il suo doppio. Una volta, hanno coperto l'obelisco della Concorde con un preservativo rosa. Ci metteremmo allora a leggerlo veramente. Die Famiglie aus Wielopole registrazione durante le prove a Firenze per la regia di Michael Kluth, Westdeutscher Rundfunk,45' Wielopole-Wielopole registrazione della prima assoluta fiorentina per la regia di J. L'Aids è un businnes, ma il papa è un lobbista? Ci consenta un consiglio, il Silvio Berlusconi cantante. Sembra che l'assessore regionale alla cultura Gianni Oliva sia orientato a questa scelta, salvo poi andare a costituire una nuova associazione con i Comuni. Qualcuno, ha avuto addirittura il coraggio di inventare un futuro radioso, fatto di militanti in ordine di marcia, di dirigenti uniti, di personalità compatibili, del ritrovamento in una cantina dimenticata di una cassa di "responsabilità politica" abbandonata da Jaurès. E Sarkozy ne avrebbe proprio bisogno in questo momento di disamore e di crisi. E poi alcuni cani, scuri, inquietanti, pieni di energia, cime nella visione di un mistero.

Possiamo raccogliere queste esperienze, certo molto differenziate, in un altro filone di sperimentazione tecnica e linguistica. Ci si orienta allora verso la costituzione di vere e proprie regie digitali, che combinano molteplici fonti sonori e visive: L'interfaccia si pone allora fra due sistemi di natura diversa, fra i quali il computer svolge delle operazioni di traduzione.

Le interazioni fra il reale e il virtuale determinano allora lo svolgimento della rappresentazione e la costruzione dell'azione scenica. Al contempo offrono una prima griglia di orientamento in un settore produttivo sfaccettato, in continua e rapida evoluzione, purtroppo scarsamente esplorato e studiato, soprattutto in Italia. A cosa sono sensibili i direttori dei festival italiani?

La tecnologia delle idee: Un'immagine di El Dibuixant. Passano in rassegna i giovanili lavori artistici di Marcel. Epizoo segna un capitolo artistico nuovo e un cammino in solitario: Nel documentario viene illustrata la stretta collaborazione con ingegneri, informatici, software e robot designer, compagni che da tempo lo accompagnano in questo viaggio artistico.

Il film testimonia infine, le ultime installazioni, o biosculture, teche e colonne biologiche composte di organismi, di spore e funghi Agar che per Marcel. A che punto siamo con Antonin Artaud? Tre domande a Marco De Marinis di Redazione ateatro. Ma anchr iniziative editoriali, come il numero monografico della rivista "Culture teatrali" in uscita a maggio, e la riproposta del saggio di Marco De Marinis La danza alla rovescia di Artaud.

Proprio a Marco De Marinis abbiamo chiesto di fare il punto sulla fortuna di Artaud nel nostro paese. In mostra al PAC: L'interesse italiano per Artaud sembra ancora assai vivo. Come si inseriscono in questo contesto la ripresa del tuo libro e il nuovo numero di "Culture teatrali"? E tuttavia non si possono non cogliere dei fatti nuovi. Invece sul versante teatrale, ci pare in atto una diversa tendenza.

Quello che si fa oggi ci pare invece un teatro meno artaudiano, o forse solo meno esplicitamente artaudiano. I loro riferimenti sono altri ormai: Per limitarmi al contesto italiano, il lavoro dei gruppi e degli artisti rappresentativi del meglio del nuovo teatro italiano oggi come Raffaello Sanzio, Teatro della Valdoca, Pippo Delbono, Enzo Moscato, Le Albe di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, Emma Dante tiene conto autenticamente della sua sfida impossibile.

Questa attenzione per aspetti centrali e clamorosi della parabola artaudiana non rischia di mettere in secondo piano i suoi testi? O i due aspetti sono inseparabili? Teniamo, del resto, presente un dato: O alla questione delle origini ebraiche della famiglia, causa di un forte shock, quando furono da lui scoperte tardivamente, eccetera eccetera. Postilla da La danza alla rovescia di Artaud. Omaggio ad Antonin Artaud.

Che sappiamo di Artaud? Chi ha letto Artaud? Forse bisognerebbe smettere di scrivere su Antonin Artaud. Ci metteremmo allora a leggerlo veramente. Artaud si spiega da solo, i suoi testi bastano a se stessi, smettiamo di studiarlo e analizzarlo, etc.

Del resto, nonostante il pessimismo di questo attacco, arrivano segnali incoraggianti dalla bibliografia artaudiana degli ultimi anni. E in particolare da noi, in Italia, sta emergendo una nuova generazione di studiosi molto agguerriti, [6] che lasciano ben sperare per il futuro, anche se non mancano i problemi, almeno per quanto riguarda il teatro. Essa mette a disposizione tutte le sue grandi opere, i libri composti come tali e quasi sempre da lui stesso pubblicati, ma con non poche eccezioni: Precisiamo per cominciare che non esiste un testo vero e proprio di questa conferenza.

XXVI sono costituiti da tutta una serie di frammenti, note e abbozzi diversi che ha prelevato da quasi una trentina di quaderni redatti da Artaud nei mesi che precedettero la seduta.

Scartato il criterio tematico o di genere poesia, teatro, cinema, pittura etc. La premessa di Artioli consiste nel riconoscere che nei primi scritti di Artaud, quelli che ho appena menzionati,. Ci sono gridi intellettuali, gridi che provengono dalla sottigliezza delle midolla.

Io non separo il mio pensiero dalla mia vita. A ogni vibrazione della mia lingua, io rifaccio tutti i percorsi del mio pensiero nella mia carne. Interessanti risultano anche le considerazioni di Lotringer sul lungo calvario di Artaud negli ospedali psichiatrici durante la guerra.

Tutto sommato, sono quelli meglio documentati, dato che iniziano e finiscono sulla carta e nello scritto. Si parla poco del primo viaggio extraeuropeo, che non fu quello in Messico ma un breve soggiorno in Algeria, nel luglio del , ancora una volta per girare un film. Quello che si sa, la Grossman lo riassume con precisione. Si firma Antoneo Arlanapulos e si dice cittadino greco nato a Smirne.

Traduzioni da Carroll, scritti sui Tarahumara, disegni. Partiamo dal viaggio in Messico e dagli scritti sui Tarahumara. A parte il meritorio precedente di Carlo Pasi ma anche quelli di Monique Borie, Marcello Gallucci e Elisabetta Brusa , [46] alcuni contributi recenti sembrano finalmente muoversi in questa direzione: Come ricorda Caterina Pecchioli nel suo recentissimo contributo, si possono distinguere quattro fasi nella produzione grafica di Artaud: Soffermandoci sui Grandi Disegni forse possiamo capire meglio la funzione che questa straordinaria impresa grafico-scritturale assolve per Artaud, in quegli anni.

Mi sono messo a fare dei grandi disegni a colori. Credo di essere arrivato anche in questo a qualcosa di speciale come nei miei libri o a teatro. I miei disegni non sono dei disegni ma dei documenti [c. Afferma Artaud nel Commento: Fa martellare violentemente i ritmi. Da questo sforzo la lingua sembra uscire come disintegrata e purificata, ricondotta ai suoi elementi primari: Ecco, dunque, cosa intende dire Artaud: Agli occhi di Artaud, si trattava soprattutto di cominciare a mettere in pratica, a realizzare veramente, quanto nel Teatro e il suo doppio si era limitato a enunciare e a teorizzare.

Insomma, ma la cosa vale per tutte le altre svolte negli anni Quaranta scrittura, disegno etc. Come ha scritto Carlo Pasi, le letture alla Galerie Pierre costituiscono il preludio al lavoro per lo straordinario opus finale: Pour en finir avec le jugement de dieu.

Molti ascoltatori hanno avuto la stessa impressione di fronte alla registrazione di Pour en finir avec le jugement de dieu: Questo progetto ancora ci riguarda e ci sfida.

La poesia in scena , Genova, Erga Edizioni, Teatro, libri e oltre , Roma, Bulzoni, Genesi ed evoluzione , a cura di U. Corpo e carne in Antonin Artaud , Milano, Ghibli, Forsennare il soggettile , Milano, Abscondita, Maxwell e Claudio Rugafiori dallo stesso editore nel volume Al paese dei Tarahumara e altri scritti , nel Artaud, Succubi e supplizi , cit.

Le corps et le texte , Paris, Nathan, , ripetutamente citato nel corso del presente volume: Artaud-Beckett -Michaux , Paris, Minuit, Fabio Acca, La fortuna di Artaud in Italia , cit. Viaggio al paese dei Tarahumara , cit. Una traduzione recente di Position de la chair O. Per la traduzione di questa lettera, cfr. Personalmente, invece, non ho dubbi sul fatto che Artaud sia andato davvero sulla Sierra Tarahumara e ne ho fornite le motivazioni in quella sede.

Antonio Attisani, in un recente intervento, mostra di non conoscere questa proposta e arriva a scrivere: Artaud, i Tarahumara e il vero Oriente , cit. Il teatro e il ritorno alle origini , Bologna, Nuova Alfa Editoriale, ; Elisabetta Brusa, Un viaggio alla sorgente del mistero. Artaud, Messaggi rivoluzionari , a cura di M. Itinerari del pensiero contemporaneo , a cura di Carlo Sini, Milano, Cisalpino, , pp.

Teatro e scrittura in A. Artaud , Milano, Jaca Book, p. Artaud , Paris, Seuil, , pp. Humpty Dumpty di Lewis Carroll nella traduzione di A. Ho apportato una indispensabile modifica sintattica alla traduzione di Pasi. Paris, Gallimard, , a cura di Evelyne Grossman; trad.

Artaud, Il teatro e il suo doppio. Faber Teater, Vercelli, , pp. Ma che faccia aveva Shakespeare? La memoria su William Shakespeare vive da sempre un paradosso: E quelli - assai rari - che troviamo, risultano spesso ambigui, difficilmente decifrabili. Purtroppo anche per i ritratti, come per diverse altre faccende shakesperiane, siamo nel regno delle ipotesi. Si sono avvicendati nel corso dei secoli diversi candidati, ma non possiamo avere alcuna certezza, se non negative.

In mostra ce ne sono sei, che val la pena di guardare da vicino. Per esempio nel J. Spielmann, storico dell'arte e grande esperto di ritratti shakespeariani, rincarava la dose: Uno dei tifosi del ritratto Grafton, non a caso, fu agli inizi del Novecento il professor Spielmann. Tuttavia questa immagine ha ancora oggi i suoi fans: Il ritratto Sanders Lloyd A. Forse anche per questo al professor Spielmann non dispiaceva nemmeno il cosiddetto ritratto Sanders, dipinto presumibilmente intorno al Riemerso alla fine del Settecento, prende il nome da un pittore di origine olandese, Cornelis Janssen.

Quando la Folger Library il maggiori archivio shakesperiano del mondo decise di acquistarlo, nel , fu convinta dal parere di Joseph Q. Purtroppo nel David Piper si accorse di una strana coincidenza: Molto probabilmente il buon Soest aveva di fronte il ritratto Chandos e un attore che, si diceva, somigliava a Shakespeare.

Ma neppure il fiducioso Spielmann era di questo parere: Poi, nel , il colpo di scena. Lo Speciale Torino - abbiamo iniziato a parlare della situazione cittadina in ateatro 97 - riserva qualche sorpresa: Naturalmente una anticipazione di questo genere non potevamo certo tenercela per noi Sembra che l'assessore regionale alla cultura Gianni Oliva sia orientato a questa scelta, salvo poi andare a costituire una nuova associazione con i Comuni.

Francamente riesce difficile capire come sia possibile che un circuito territoriale storico rischi di fallire o quasi in meno di quattro anni. Possiamo solo augurarci che un servizio fondamentale come questo non venga compromesso.

Ci sono teatri che funzionano bene e soprattutto che hanno costruito e consolidato un loro pubblico. Nella stagione in corso sono 29 i teatri programmati: La confusione fra ruoli politici di indirizzo e gestionali-organizzativi un altro dei problemi che riguarda molti circuiti regionali, al punto che quello toscano e quello pugliese non hanno addirittura in organico un direttore artistico-organizzativo , ha portato poi la Fondazione ad operare sul filo della sovrapposizione fra funzioni distributive e paraproduttive.

Nonostante questo continuo a credere fortemente nel ruolo dei circuiti, soprattutto in questa fase di riordino delle competenze in materia di spettacolo fra Stato e Regioni. Di particolare interesse le produzioni che hanno impegnato gli allievi del DAMS e delle scuole di danza torinesi.

Una questione di metodo. Io non ho una linea politica da imporre. Insomma, cerco di restare intellettualmente libero. Nello Specchio del diavolo , non credo che il punto sia il messaggio europeista di Ruffolo, ma il modo in cui un pamphlet sulla finanza ha trovato la sua forma teatrale. E forse i primi a dispiacersene sono stati proprio organizzatori e regista, che magari speravano nelle ricadute pubblicitarie dello scandalo Invece questa "gran fondo teatrale" ha brillantemente superato l'esame, come le lodatissime Olimpiadi torinesi.

Gli spettacoli, con decine di ore di rappresentazione su palcoscenici giganteschi, utilizzando centinaia tra attori, tecnici, organizzatori, sono andati regolarmente in scena salvo il forfait di Massimo Popolizio, in un curioso parallelo con le rovinose cadute di Rocca e Kostner. Dunque una lettura "contropelo" della guerra di Troia impossibile non collegare questo Troilo e Cressida al Bond, agli Ultimi giorni , ai Soldati di Lenz poco dopo in scena a Milano, in una riflessione di ampio respiro sulla guerra per arrivare fino alle biotecnologie e all'economia della globalizzazione.

Si trattava di verificare laboratorialmente la scommessa dell'ultimo Ronconi, dal Pasticciaccio a Infinities: E spesso i risultati sono affascinanti e utili. Per quanto riguarda la progettazione del Progetto Domani, si sarebbero potute imboccare altre strade. Per quanto mi riguarda, avrebbero potuto essere fatte altre scelte: Il tuo parallelo con le posizioni sulla guerra nella ex-Jugoslavia non mi sembra pertinente.

Personalmente non penso che fare begli spettacoli per le Olimpiadi, e investire denaro in spettacoli teatrali sia un errore politico-culturale, anzi. Le foto sono di Maurizio Ruggiano. Qui di seguito, parte dei testi raccolti e le foto realizzate a Palermo. Mi piace sempre come Franco Scaldati dice: Lo dice come se in quella parola ci fosse il centro del mondo, come se si riferisse al solo quartiere che esiste, e come se tutti sapessimo di cosa parla.

Circa una dozzina di anni fa. Da allora non abbiamo mai smesso, ho lavorato qui per parecchi anni e adesso, dopo tanto tempo ci siamo rispostati fuori.

E stiamo continuando su questa linea di apertura. Abbiamo delle stanzette al piano di sopra ma sono troppo piccole. Parlavi delle origini della tua drammaturgia e sei ritornato al quartiere, ma fai tra le righe anche una riflessione sul fatto che il teatro qui assume un ruolo diverso. A cosa porta il fare teatro in contesti non borghesi? Non sono zone in cui si la cultura passa e lascia il segno. Facendo teatro ci si riappropria della propria cultura.

Io trovo che lavorare qui abbia un significato innanzitutto fortemente poetico e conseguentemente politico. Per quanto mi riguarda assolutamente si. Quali reputi le tappe fondamentali del tuo lavoro? Chi frequenta il tuo laboratorio? I laboratori li hanno frequentati moltissimo i ragazzi del quartiere, ma li frequentano anche studenti del Dams Ogni spettacolo ha la sua importanza, data dalla sua storia.

Partecipa in parte gente del quartiere, e in parte gente che viene da fuori. E' stato grazie al Centro Sociale San Saverio che molte persone si sono avvicinate al teatro. Le ispirazioni dipendono fortemente dal contesto in cui lavori. I progetti per il futuro quali sono?

Regia Franco Scaldati scenografia Dario Enea, Massimiliano Carollo costumi Egle Mazzamuto Dopo questa breve intervista, Franco Scaldati ci invita ad assistere alle riprese in video di Assassina , uno dei suoi primi testi, scritto nel e pubblicato nel volume Il teatro del sarto , Ubulibri, Milano Ci sentiamo un po' privilegiati.

Sullo sfondo, una donna con un parlare oracolare e misterioso. Scopriremo in seguito che sono delle presenze-non presenze, invisibili agli occhi dei due protagonisti. Avendo appurato le loro reciproche esistenze, cominciano la disamina degli oggetti per verificare chi dei due sia il reale abitante della casa.

Alluderanno entrambi agli altri due attori, quasi sempre immobili, come al ritratto dei genitori, ma rimane il dubbio che siano essi stessi da giovani, forse quando erano ancora capaci di riconoscersi. Lucina, Beniamino e Santina. Alla loro morte, chiude lo spettacolo il passaggio di due menestrelli, Tobia Vaccaro alla chitarra e la bella voce di Egle Mazzamuto, che cura anche i costumi.

E a livello estetico, e anche emotivo, fa una gran differenza. Ci sono lunghe pause in cui si mette a pensare, seduto nella sua sedia come come la statua di Le Penseur di Rodin.

Oppure sta immobile in mezzo alla scena, per animarsi improvvisamente, con la soluzione a portata di mano. Di tanto in tanto si accalora, e anche molto, ma mai contro le persone, mi sembra.

Ad un tratto, grida sul serio: Franco si alza lentamente dalla sua sedia, tutti parlano a bassa voce, a due a due, un attore rimane immobile sulla scena. La giornata di conferenze prevedeva incontri e proiezioni dalle dieci del mattino alle dieci di sera. Come molti suoi coetanei, vorrebbe venire in Europa a specializzarsi e magari a vivere, a Londra o in Italia. Non senza ironia, quel folletto sessantottino di Daniel Cohn-Bendit si è riferito, nel suo discorso trionfale di ieri, "all'amore fraterno" e alla dialettica pseudo sacralizzante della Madonna del Poitou.

La prima pagina de "Le Figaro" di oggi è un gioiellino del giornalismo di partito: Nell'editoriale, il direttore Etienne Mougeotte analizza il voto come un "semaforo verde" davanti a Sarkozy e invita il presidente a nuovi tagli al sociale e a riforme della funzione pubblica per uscire dalla crisi. Le manifestazioni, il potere del popolo? Alla fine, se si fa il calcolo degli eurodeputati guadagnati, l'UMP ne ha 29 e l'ex gauche plurielle cioè la somma di PS-Verdi-Fronte di sinistra un po' di profughi socialisti e un po' di comunisti Ma gli equilibri non sono più gli stessi dei tempi di Jospin e il PS non è più il leader incontestabile della sinistra.

Dal voto di ieri appare anche il fallimento dei nazionalisti De Villiers e la riduzione delle riserve di voti alla destra di Sarkozy l'FN è al 6,34 con 3 seggi fra cui Le Pen.

I suoi elettori saranno il prossimo boccone che tenteranno di spartirsi gli altri centristi già alleati a Sarkozy Nuovo Centro , i Verdi o, chissà, forse un giorno, l'attualmente ipotetico e bisogna dirlo, per ora un po' ridicolo, partito della "rifondazione socialista". Ci consenta un consiglio, il Silvio Berlusconi cantante.

Per le sue prossime esibizioni pensi ad introdurre nel suo repertorio di "chanson française" questa chicca: Lolita", scritta dall'ardente Mylène Farmer prima per vendite in Francia. Nel , la canzone ha fatto il successo della giovane Alizée e nel , quello di Julien Doré, nuova leva della pop d'Oltralpe rivelato dal reality show "Nouvelle Star".

Ai lettori proponiamo entrambe le versioni e il testo, per cantare con lui. Quand fourche ma langue J'ai là un fou rire Aussi fou qu'un phénomène Je m'appelle Lolita Lo de vie, lo aux amours diluviennes.

C'est pas ma faute Et quand je donne ma langue au chat Je vois les autres Tout prêts à se jeter sur moi C'est pas ma faute à moi Si j'entends tout autour de moi Hello, helli, t'es A L. Motus et bouche qui n'dit pas A maman que je Suis un phénomène Je m'appelle Lolita Lo de vie, lo aux amours diluviennes.

Da diversi mesi in Francia, un collettivo usa l'ironia per prendere di mira i miliardari. Ma il "Collettivo Salviamo i ricchi" va oltre: Tutti i redditi che superassero il reddito massimo, sarebbero pesantemente tassati.

Armati di slogan, cartelli, motti e della sigla di "Dallas" in Francia come inno, i giovani contestatati intendono "interpellare i ricchi, dipendenti di un modo di vita distruttore, non generalizzabile, e finalmente ben triste". La misura, che servirebbe ad evitare licenziamenti, scandalizza governo e sindacati. Lo "sforzo di solidarietà" non piace al delegato centrale della CGT in Italia sarebbe la Cisl che denuncia il ricatto: Anche Laurent Wauquiez, viceministro del lavoro, sulla radio Europe 1, ha espresso la sua opposizione ad ogni "ricatto in questo periodo".

La storia è quella di una giovane donna chiamata a comparire davanti ad un tribunale per delitto di solidarietà e abuso d'amore. Il contesto è quello dell'immigrazione clandestina nella Francia di Nicolas Sarkozy. Il sospetto quello di un ipotetico futuro matrimonio bianco. Per aver ospitato a casa sua il suo futuro marito, Jennifer C. Jennifer avrebbe dovuto sposarsi un mese fa. Il suo fidanzato, un marocchino di 24 anni con cui viveva da 10 mesi, è "sans papiers", cioè senza documenti.

Nove giorni prima della cerimonia è stato espulso. Arrivato in Francia nell'estate del , non aveva fino ad allora, mai fatto rinnovare il suo permesso di soggiorno di sei mesi. Il processo, che doveva tenersi oggi, è stato rinviato a settembre in quanto l'avvocata di Jennifer considera impossibile, in questo caso, ricorrere al rito abbreviato che prevede il riconoscimento della colpevolezza dell'innamorata.

Il 27 aprile, il ministro dell'immigrazione, l'ex socialista diventato sarkozysta Eric Besson, ha annunciato la creazione di un "gruppo di lavoro sui matrimoni di compiacenza". Jennifer, ricorda che mai, nel suo caso, si è immaginato un "matrimonio bianco". Prima o poi doveva succedere. Ed ecco che i managers della Caterpillar di Grenoble, ascoltando le invocazioni del Presidente della Repubblica e quelle del Governo francese, l'hanno fatto.

Oggi hanno sporto denuncia contro ignoti per il "sequestro" di quattro loro dirigenti il 31 marzo scorso. Questa prima procedura giudiziaria è la risposta dei padroni al moltiplicarsi, nelle ultime settimane, di sequestri di dirigenti da parte degli operai.

Benzina sul fuoco della tensione sociale. A differenza di quella italiana, la giustizia francese non ha l'obbligo di perseguire gli autori di reati se una denuncia non viene sporta. Cedendo all'ironia potremmo dire che i managers di Caterpillar hanno fatto lavorare per anni degli "ignoti". Cioè che non conoscono nemmeno il nome dei loro dipendenti, pericolosi "sequestratori", semplici Mister X.

Il problema è che gli operai di Caterpillar non hanno sequestrato i managers in banda organizzata e a viso coperto, ma davanti alle telecamere le cui immagini potranno benissimo aiutare a attribuire dei nomi alle ignote identità. I dipendenti, che val la pena di ricordarlo sono spinti alla disperazione dall'insufficienza di dialogo sociale in un momento di licenziamenti di massa dovuti alla crisi, rischiano 5 anni di carcere.

Due colonne di denso fumo nero dietro alle centinaia di bandiere di pace, è l'immagine che rimarrà di questa giornata di manifestazioni anti-Nato di Strasburgo. Il rumore degli elicotteri, sempre presente al di sopra dell'ex dogana in fiamme, associato ai tuoni delle granate assordanti e alle sirene delle camionette della polizia, i petardi dei black block sono i suoni che tutti i presenti conserveranno nelle loro orecchie a lungo. La consolazione, in mezzo all'odore acre e onnipresente dei lacrimogeni lanciati anche ad altezza d'uomo, è la faccia di Eva, una bambina di sei anni, che dalla sua finesta al piano terra sulla strada in questo quartiere popolare del sud di Strasburgo, riceve le bottiglie di plastica dei manifestanti, black block compresi, e le riempie d'acqua dal rubinetto della cucina per restituirle agli assetati, bruciati dal sole e dai fumi urticanti.

Dall'altra parte del Reno, sulla sponda tedesca, 7 mila manifestanti non hanno potuto attraversare il fiume, bloccati dalla polizia in assetto antisommossa. Sul ponte, un cartello stradale che i black block incapucciati hanno divelto, diventa un'indicazione: Dietro al pannello bruciano cassonetti.

Più lontano ancora, è in fuoco il posto di controllo dell'ex dogana, una farmacia, un deposito, un centro informazioni disoccupato, un hotel Ibis.

I lacrimogeni della polizia sulla spianata dell'appuntamento spingono i manifestanti sulle rotaie del treno e poi a passare in mezzo ad una doppia colonna di una ventina di camion di CRS, i gendarmi di pubblica sicurezza francesi. La scena è surrealista e potenzialmente esplosiva.

Partono le sirene e con le sirene arrivano le pietre recuperate dalla ferrovia. Ci scappa il ferito. In tutta la giornata ce ne saranno almeno una decina. Quattro poliziotti e sei manifestanti, secondo il ministero dell'Interno francese. Che non dice, invece, che due ragazzi sono ricoverati in gravi condizioni, secondo le informazioni del Legal Team.

La protesta, caotica e sicuramente brutale, è stata spesso costretta a cambiare il percorso, spinta in strettoie, spezzettata a forza di cariche, obbligata a ritornare sui suoi passi tra le provocazioni di due ali di poliziotti. Verso sera la calma sembra tornare nella città alsaziana, blindata, costantemente spiata da 7 elicotterio, sorvegliata da diverse decine di unità navali, assediata da 10 mila poliziotti.

Che incendiano il castello del direttore davanti a pompieri e poliziotti che chiudono un occhio e poi Oggi, in Francia, non siamo per nulla nella stessa configurazione. Gli altri quattro dirigenti, a notte inoltrata, erano ancora assediati. Il rampollo, ormai 46enne, è presidente di Fnac e di Conforama, magazzino d'arredamento a buon mercato.

Colpite dal calo della consumazione, le due insegne avevano annunciato il 18 febbraio scorso tagli al personale che potrebbero tradursi in 1. Questo succederebbe solo se l'impresa sporgesse denuncia, cosa che, di solito e per ovvie ragioni, evita di fare. La Grande Jacquerie dei contadini della Regione Parigina, di Picardia e del Nord, aveva causato non pochi disordini fra i nobili e i loro servi. La risposta dei nobili fu terribile: Monsignor Fort è stato fra i principali supporter del Papa nel momento delle polemiche sul reintegro nella chiesa dei Lefevriani e del vescovo negazionista.

Oggi lo sostiene nella sua presa di posizione africana sul condom. L'intervento di Fort, ha scandalizzato scienziati, medici e politici francesi. Ma ha anche scosso la comunità cattolica di questa Francia che rimane la "primogenita della Chiesa" pur avendo una Conferenza Episcopale piuttosto moderna e per nulla pronta ad assecondare la crociata papale contro il preservativo.

Avevo deciso di non trattare del delirio papale sul preservativo in questo blog. La maglietta, nera con la scritta bianca, arriva dai primi anni ' Il papa dell'epoca consigliava, non solo in polacco, di preferire l'astensione al preservativo. Durante le JMJ, le giornate mondiali della gioventù, si trovavano per fortuna fra le tende dei giovani cattolici, decine di condom usati.

Una volta, hanno coperto l'obelisco della Concorde con un preservativo rosa. Ogni anno, ancora oggi, il primo dicembre, in occasione della giornata mondiale di lotta all'Aids, al suono delle sirene si sdraiano per terra in mezzo alla strada come morti.

Domenica scorsa lo hanno fatto davanti alla cattedrale di Notre Dame. Sono arrivati, con in mano dei preservativi e li hanno distribuiti in regalo ai turisti. Sono stati aggrediti da un gruppo di giovani cattolici integralisti appena usciti dalla messa. Sul loro sito www. Erano in tanti, oltre tre milioni, in piazza contro Sarkozy e le sue riforme. Tutti, erano in piazza a manifestare la rabbia sociale contro le tiepide misure sociali del piano di rilancio anti-crisi del Governo.

I cittadini, in Francia reagiscono inoltre alla loro disillusione rispetto alle attese create dalle promesse del Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy. E infatti, nei sondaggi, 78 francesi su sostengono i manifestanti anti-Sarko. Manifestazione Anti-Sarko Parigi 19 marzo Il timore di perdere il lavoro e l'assenza di fiducia nel futuro, oltre che il confronto fra i 25 miliardi di euro trovati dallo Stato per salvare le banche e i 2,6 miliardi distribuiti ai poveri durante il "summit sociale" del 18 febbraio, non fanno altro che far crescere la rabbia.

L'aumento della disoccupazione 90 mila nuovi disoccupati in gennaio , e l'installarsi della recessione -1,5 di crescita prevista per il , sono nuovi timori che si aggiungono a quello del calo del potere d'acquisto.

Gli annunci di chiusura di imprese sono accolti con orrore: La distribuzione di dividendi record da un lato e il licenziamento di dipendenti dall'altro, scandalizza. Total ha distribuito 14 miliardi di euro, cioè il più importante profitto mai creato da un'impresa francese, ed annunciato nella stessa settimana la cancellazione di posti di lavoro.

Anche i proprietari di beni immobili, quest'anno, per la prima volta da 30 anni a questa parte, sono diventati più poveri. Nel corteo, la faccia del presidente è caricaturata. Iniziati verso le 20, gli scontri, non erano ancora conclusi un'ora più tardi. Diverse centinaia di giovani, riuniti in bande molto mobili, imbacuccati in abiti neri, con il viso coperto da sciarpe o keffieh, hanno lanciato oggetti e pietre sulle brigate di gendarmi mobili presenti a Piazza della Nazione.

Alcuni cassonetti sono stati incendiati e qualche pensilina, cabine telefoniche e vetrine sono finite in frantumi.

Un corteo non autorizzato di anarchici e giovani di estrema sinistra ha iniziato a salire il Boulevard Alexandre Dumas. In tanti chiedevano le dimissioni del capo dello Stato. In alcuni manifesti emergeva la collera: Era la veglia della Rivoluzione del Alla fine, perse la testa. Ci son delle armi!

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